Le prime tappe di realizzazione

One step forward
© Alba Campus: "One step forward....". www.twitter.com (CC BY-NC 2.0).

Misure del Consiglio federale per una Svizzera rispettosa delle risorse naturali e competitiva.

Nel 2010 il Consiglio federale ha per la prima volta adottato delle misure nel settore dell’economia verde (p. es. il masterplan Cleantech). Nel 2013 ha esteso il campo di attività elaborando un piano d’azione. Nell’aprile 2016 con il rapporto «Grüne Wirtschaft - Massnahmen des Bundes für eine ressourcenschonende, zukunftsfähige Schweiz» ha stilato un bilancio sull’attuazione del piano e deciso misure supplementari.

Fra le pietre miliari del periodo 2013-2015 rientra, ad esempio, una mostra tematica sullo spreco alimentare. Nella gestione delle materie prime, la Confederazione, in collaborazione con gli attori interessati, ha identificato le materie prime che esigono un forte intervento ecologico e che dovrebbero essere oggetto di misure volontarie: per esempio soia, olio di palma, cacao, caffé, pesci e indumenti in cotone. L’utilizzo della torba è stato ulteriormente ridotto.

Un’altra tappa fondamentale è stata la creazione della Rete svizzera per l’efficienza delle risorse. Fino al novembre 2015 Reffnet ha avviato più di cento analisi del potenziale. Progressi si sono evidenziati anche nella chiusura dei cicli dei materiali, che hanno consentito di accelerare lo sviluppo e l’attuazione di metodi di sfruttamento e di riciclaggio di residui d’incenerimento derivanti da impianti di incenerimento dei rifiuti urbani. A fine 2015, Migros e Coop hanno introdotto un sistema di ripresa, su base volontaria, di determinati corpi cavi in materie plastiche.

La Svizzera ha rafforzato il suo impegno a livello internazionale, impegnandosi con successo nel quadro del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) per l’avvio di un programma nell’ambito degli acquisti pubblici sostenibili e di un altro volto a ridurre i rifiuti alimentari.

Il rapporto Economia verde formula inoltre gli obiettivi per il periodo 2016-2019. Con misure di sensibilizzazione, la Confederazione intende contribuire a promuovere un comportamento di consumo più ecologico. In questo contesto si intende promuovere anche un’alimentazione più rispettosa delle risorse. Per la gestione di materie prime e prodotti importanti dal punto di vista ecologico, la Confederazione auspica trasparenza e standard internazionali. Misure su base volontaria ridurranno il carico ambientale delle materie prime e dei prodotti principali. La Confederazione elaborerà infine una strategia per valutare le tecnologie ambientali.

Per i prossimi anni, la Confederazione concentrerà la sua attenzione sui rifiuti. Con 700 chilogrammi pro capite, la Svizzera produce una quantità elevata di rifiuti urbani. Per tale ragione occorre creare ora le basi per una strategia volta a prevenire i rifiuti. Una strategia apposita dovrà garantire l’approvvigionamento con materie prime minerali non energetiche quali cemento, sabbia o ghiaia. Il riciclaggio dei metalli dovrà essere ottimizzato.

In futuro, il settore delle materie prime e i mercati finanziari saranno coinvolti in misura maggiore al fine di aumentare l’efficienza nell’utilizzo delle risorse. La Svizzera può beneficiare delle proprie conoscenze specialistiche nell’elaborazione di direttive ecologiche di valenza internazionale. In collaborazione con la Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), l’Ufficio federale dell’ambiente ha avviato un dialogo con il settore sui mercati finanziari sostenibili.

L’impegno internazionale della Svizzera dovrà essere rafforzato anche in futuro. A tale scopo si analizza se sarebbe possibile consolidare la collaborazione con i Governi stranieri nell’ambito della governance volta a promuovere l’economia verde e le tecnologie pulite. La Confederazione esamina la possibilità di utilizzare i programmi di incentivazione all’esportazione esistenti per promuovere le tecnologie pulite.

Le basi conoscitive per la transizione verso un’economia rispettosa dell’ambiente dovranno essere perfezionate. Nel marzo 2016 il Consiglio federale ha pertanto deciso di avviare il programma nazionale di ricerca «Economia sostenibile». Inoltre sta valutando se occorre integrare l’uso efficiente delle risorse e le tecnologie pulite nella formazione professionale superiore.

Il Consiglio federale verificherà anche in futuro, la prossima volta nel 2019, l’evoluzione del piano d’azione.

Condurre il dialogo

L’utilizzo eccessivo delle risorse naturali è una sfida per l’intera società e per più generazioni. Il modo in cui la Svizzera farà fronte a questa sfida influirà in modo sensibile sull’economia e i consumi. Per trovare le soluzioni migliori per il Paese occorre quindi un ampio dialogo con tutti i partecipanti. Nel quadro del piano d’azione Economia verde dell’8 marzo 2013, il Consiglio federale conferisce all’Ufficio federale dell’ambiente il mandato di cercare e applicare soluzioni per un comportamento economico e di consumo più rispettoso delle risorse naturali in collaborazione con i Cantoni e gli ambienti economici, scientifici e sociali.

Il dialogo con gli attori dovrà consentire alla Svizzera di formulare le risposte migliori per le sfide comuni , rafforzando la collaborazione fra le piattaforme, le iniziative, i settori e le aziende esistenti che si occupano di economia verde. Inoltre dovrà illustrare il potenziale d’innovazione dell’economia verde in base a esempi concreti e portare ad accordi su base volontaria finalizzati a una produzione sostenibile. Infine dovrà essere instaurato un dialogo anche per la definizione delle necessarie condizioni quadro per un’economia rispettosa delle risorse naturali.

I temi del dialogo si orientano in base alla rilevanza per l’ambiente e alle esigenze dei partecipanti, ossia imprese, associazioni, Cantoni, Comuni, scuole universitarie e organizzazioni nazionali e internazionali. Questa pagina rappresenta un primo passo verso un dialogo integrato sull’economia verde.

UFAM: Dialogo

Ultima modifica 21.07.2016

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