Non agire costa caro

Coin City IV
© Marcel Grieder: "Coin City IV". www.flickr.com (CC BY 2.0).

L’economia verde costituisce un’opportunità per la Svizzera, ma non coglierla comporta conseguenze. Non tutte le conseguenze dell’eccessivo sfruttamento delle risorse globali sono immediatamente visibili, ma quanto più a lungo durerà questo eccessivo sfruttamento, tanto più gravi saranno i danni all’ambiente. E in molti casi, i danni consequenziali potrebbero essere irreparabili. Eppure sarebbe notevolmente più economico investire adesso in una gestione più parsimoniosa delle risorse, piuttosto che risanare i danni in futuro. A questa conclusione è giunto il rapporto «Better Growth – Better Climate» pubblicato nel 2014.

Il cambiamento climatico e le sue conseguenze sono le forme meglio esaminate dell’eccessivo sfruttamento delle risorse naturali. Da due secoli le società industrializzate hanno costruito il proprio benessere sull’uso di vettori energetici fossili. In questo modo hanno emesso grandi quantità di CO2 che per milioni di anni era stato imprigionato nel terreno. La liberazione di questo gas serra riscalda l’atmosfera e acidifica i mari, provocando in tutto il mondo un innalzamento del livello dei mari, un aumento dei fenomeni meteorologici estremi e un carico supplementare per molti habitat. Il Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) con sede a Ginevra studia i cambiamenti climatici dal 1988 e ritiene che il fenomeno è imputabile all’uomo e non può più essere arrestato. Nel migliore dei casi l’umanità può solo ridurne la portata e imparare a convivere con le sue conseguenze.

Il cambiamento climatico interessa anche la Svizzera. Dalla metà del XIX secolo fino al 2012, le temperature medie sono aumentate in Svizzera di 1,8 gradi, mentre a livello globale sono aumentate nello stesso periodo solo di 0,85 gradi. Il numero di giorni estivi e di canicola è aumentato soprattutto nell’Altipiano, mentre è diminuito il numero di giorni di gelo. Senza misure globali di protezione del clima, la temperatura media potrebbe registrare un aumento fino a 4,8 gradi.

Questo fenomeno si ripercuote sulla disponibilità di risorse naturali. Finora i ghiacciai hanno svolto un ruolo centrale nell’approvvigionamento idrico del Paese, ma in futuro la Svizzera dovrebbe farne a meno. In futuro la Svizzera potrebbe essere maggiormente colpita da lunghi periodi di siccità e ondate di maltempo. La scomparsa del permafrost in montagna accresce il pericolo di cadute di massi. Il suolo dovrebbe essere soggetto a una maggiore erosione, con una conseguente diminuzione della stabilità dei pendii.

La scomparsa della biodiversità in tutto il mondo limita le risorse che la natura può mettere a disposizione. Nelle proprie stime concernenti le conseguenze dell’eccessivo sfruttamento dell’ambiente pubblicate nel 2012, l’OCSE, il gruppo di riflessione dei Paesi industrializzati, è giunta alla conclusione (in tedesco) che la scomparsa del capitale ambientale minaccia di distruggere il benessere dell’umanità. La scomparsa delle foreste pluviali riduce la capacità della natura di legare i gas serra. Insieme alle foreste pluviali scompaiono per sempre specie di piante e animali pregiate. L’agricoltura industrializzata limita la varietà delle specie in vastissime aree. L’esaurimento della fauna marina dovuto all’eccessiva pesca danneggia il più grande habitat del mondo in assoluto.

La biodiversità è diminuita anche in Svizzera. La grande diversità naturale degli ecosistemi in Svizzera è stata fortemente limitata dalla crescente pressione insediativa, dall’elevato fabbisogno di energia, dalla maggiore mobilità e anche dalla razionalizzazione dell’economia agricola e forestale. Questa pressione sulla varietà delle specie continua e, in modo subdolo ma altrettanto efficace, priva la Svizzera di uno dei suoi pochi tesori naturali. Basti pensare che dagli anni Settanta i prati e i pascoli secchi hanno perso 30-40 per cento della loro superficie. Circa il 70 per cento delle specie anfibie presenti in Svizzera è considerato a rischio, per i rettili addirittura il 79 per cento.

La dipendenza della Svizzera da risorse che diventano sempre più scarse riduce la sicurezza dei suoi approvvigionamenti. La Svizzera ha bisogno che i Paesi che dispongono delle risorse siano effettivamente disposti a fornirle. Le esperienze degli ultimi anni e decenni hanno dimostrato che non è sempre così. Essendo un piccolo Paese neutrale e senza accesso al mare, dipende dagli accordi stipulati con i fornitori e i Paesi limitrofi. Uno studio (in tedesco) condotto nel 2014 dal BAK Basel e dal Global Footprint Network su incarico della Confederazione è giunto alla conclusione che, in un contesto di diminuzione della disponibilità di risorse sui mercati mondiali, potrebbero aumentare i rischi per l’economia svizzera sia sui mercati di approvvigionamento che su quelli di sbocco.

Nella gestione dei rischi ecologici, la Svizzera può contare sulle esperienze del passato. Negli ultimi decenni è sempre riuscita a trovare soluzioni per far fronte a un crescente carico ambientale, come dimostrato dai successi ottenuti nella gestione dei rifiuti urbani. Le discariche di rifiuti appartengono oramai al passato. Oggi circa la metà dei rifiuti è sottoposta a valorizzazione dei materiali e la tendenza è in aumento. L’altra metà è sottoposta a valorizzazione energetica; i rifiuti continuano a essere la principale energia rinnovabile della Svizzera dopo l’energia idroelettrica. Grazie ai grandi sforzi ambientali profusi, è stato inoltre possibile migliorare notevolmente la qualità dell’aria e dell’acqua.

Le esperienze del passato possono aiutare a superare gli ostacoli futuri. La Svizzera è un piccolo Paese senza grandi risorse e se vuole mantenere il proprio benessere e la propria sicurezza deve gestire la natura in modo sostenibile. Un importante elemento in questo senso è una gestione parsimoniosa ed efficiente delle risorse naturali.

 

 

 

Ultima modifica 22.09.2015

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Links

Consiglio federale: Ambiente Svizzera 2015
UFAM: Tema Clima
UFAM: Rapporto sullo stato dell’ambiente Biodiversità
UFAM:
Monitoraggio della biodiversità
IPPC: Rapporto IPCC 2014 (EN/FR/ES)
OCSE: Prospettive ambientali 2050 dell’OCSE (DE/FR/IT)
The UK’s economics & finance ministry: Stern Review final report (EN)
The UK’s economics & finance ministry: Rapporto Stern. Sintesi in italiano (DE/FR/IT)
BAFU: Klimaschutz und Grüne Wirtschaft – was meint die Bevölkerung? (non disponibile in italiano)

https://www.gruenewirtschaft.admin.ch/content/grwi/it/pagina_iniziale/perche-l-economia-verde/Un-opportunita-per-l-economia/non-agire-costa-caro.html