La Svizzera verso il riciclaggio dei rifiuti edili

Ogni anno in Svizzera vengono utilizzati tra i 70 e gli 80 milioni di tonnellate di materiali da costruzione. Circa il 10 per cento del fabbisogno, ossia 9,3 tonnellate, viene coperto da materiali da costruzione riciclati. Il settore presenta quindi ancora grandi potenzialità. I vantaggi sono evidenti.

I rifiuti edili sono un mix di materiali minerali quali il calcestruzzo, la sabbia, le piastrelle, le tegole, la cercamica, la porcellana

Anna Birkenmeier, 17.03.2017

La demolizione di una casa, il rifacimento di una strada o il risanamento di un ponte producono grandi quantità di rifiuti edili. Con più di 15 milioni di tonnellate l’anno, esclusi i materiali di scavo, i rifiuti edili minerali rappresentano di gran lunga il più importante flusso di rifiuti in Svizzera. Si tratta perlopiù di materiali quali calcestruzzo, sabbia, conglomerati bituminosi e mattoni. Per anni questi materiali sono stati conferiti in discarica nonostante potessero ancora servire all’industria edile, che tipicamente si basa su un elevato consumo di risorse. Appare quindi logico chiudere i cicli riutilizzando i materiali.

Afferma Laurent Audergon, direttore dell’associazione Riciclaggio di materiali da costruzione Svizzera (asr): «A quest’ora avremmo dovuto aver fatto molta più strada nel riciclaggio di materiali da costruzione. Nel 1994 è entrata in vigore la raccomandazione SIA 430 «Gestione dei rifiuti di cantiere», volta a far diventare la demolizione pianificata e lo smaltimento differenziato delle regole di buona pratica. Nel 2006 l’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) ha stabilito in un aiuto all’esecuzione i requisiti ecologici per il riciclaggio dei rifiuti edili di origine minerale e ne ha definito le qualità e le possibilità di valorizzazione. Negli ultimi 20 anni lo sviluppo è stato minimo, nonostante i presupposti tecnici e normativi siano soddisfatti da tempo». «La nuova ordinanza sui rifiuti (OPSR) costituisce un ulteriore passo in avanti», conclude convinto Audergon. L’associazione da lui diretta è composta da imprese e associazioni di categoria specializzate nell’estrazione di materie prime secondarie e materiali da costruzione, nel trattamento di vari materiali e nell’esecuzione di lavori relativi a rifiuti edili contaminati provenienti da edifici e dal sottosuolo.

Demolizione di uno stabile. Calcestruzzo e mattone sono i materiali maggiormente riciclati.

Minore impatto sull’ambiente

I vantaggi derivanti dal riciclaggio dei materiali da costruzione sono numerosi: «Il riclaggio di rifiuti edili minerali permette, da un lato, un uso sostenibile delle risorse naturali e, dall’altro, di utilizzare in modo parsimonioso lo spazio destinato alle discariche, già di per sé limitato», precisa David Hiltbrunner della divisione Rifiuti e materie prime dell’UFAM. L’UFAM è dell’avviso che, qualora il riciclaggio consenta di ridurre l’impatto sull’ambiente rispetto ad altri metodi di smaltimento o alla fabbricazione di nuovi prodotti, i rifiuti edili minerali debbano essere riciclati anziché conferiti in discarica.

«Un altro vantaggio ecologico consiste nella conservazione delle risorse naturali e del paesaggio, in quanto si riduce sensibilmente il consumo di suolo per l’estrazione di materiali e per la creazione di discariche», sottolinea Hiltbrunner. Lo scopo del riciclaggio è riutilizzare i materiali conformemente alle loro proprietà specifiche. «Nella prassi i prodotti riciclati vengono spesso impiegati a fini meno esigenti dal punto di vista tecnico, ad esempio come materiali di riempimento e aggregati in settori in cui non è necessario soddisfare requisiti di qualità elevati. Dipende sempre dal modo in cui vengono trattati i materiali», conclude.

Il trattamento fa la differenza

Il materiale da costruzione riciclato viene impiegato in settori diversi a seconda di come è stato trattato. Alcuni Cantoni hanno fatto addirittura della promozione del riciclaggio dei materiali da costruzione il proprio vessillo. Il Cantone di Zurigo, ad esempio, pone un forte accento sul trattamento di calcestruzzo di demolizione e promuove l’utilizzo di materiali da costruzione riciclati. La Città di Zurigo realizza gran parte delle sue costruzioni nuove con calcestruzzo di recupero. 

I rifiuti edili riciclati vengono riutilizzati per la costruzione di strade.

«Fino a qualche tempo fa era impensabile usare calcestruzzo di riciclaggio come calcestruzzo di costruzione per realizzare case. Questo atteggiamento è cambiato in maniera significativa negli ultimi anni», commenta Stefan Eberhard, vice CEO di Eberhard Bau SA. Nel proprio centro di riciclaggio di materiali da costruzione Ebirec a Rümlang la società produce tra l’altro calcestruzzo di costruzione i cui componenti solidi sono costituiti esclusivamente da materiali riciclati. «Per la produzione di calcestruzzo di elevata qualità con materiali riciclati è importante disporre di ampie conoscenze nel campo delle tecniche di trattamento e della tecnologia del calcestruzzo», spiega Eberhard. Solo così è possibile andare oltre la semplice miscelatura tipica del riciclaggio di seconda qualità e produrre calcestruzzo di costruzione riciclato di ottima qualità.

Lo Stato dà il buon esempio

Anche il Cantone di Soletta intende riciclare in futuro oltre il 90 per cento dei rifiuti edili minerali. La nuova strategia per il riciclaggio dei materiali da costruzione illustra come realizzare questo obiettivo. Essa prevede l’impiego sistematico di materiali da costruzione riciclati per la realizzazione delle opere pubbliche, nonché una maggiore informazione al riguardo. «Negli ultimi anni nel nostro Cantone l’85 per cento circa del materiale edile di recupero di origine minerale è stato destinato al riciclaggio. Questa quota ha quindi ancora del potenziale di crescita», spiega Thilo Arlt dell’ufficio per l’ambiente del Cantone di Soletta.

I rifiuti edili minerali venongo, una volta divisi, spezzettati.

Il riciclaggio risente ancora di un problema di immagine

Nonostante questi sviluppi positivi, Hiltbrunner intravede anche alcune sfide riguardo al riciclaggio dei materiali da costruzione. «Questo riciclaggio risente ancora di un problema di immagine. Fino a quando il calcestruzzo prodotto con materiale primario costerà quanto il materiale riciclato, in molti continueranno a preferire il materiale primario». Inoltre, il trattamento dei rifiuti edili non sarà redditizio finché il prezzo della ghiaia sarà basso. Attualmente in Svizzera il fabbisogno di ghiaia per calcestruzzo è pari a circa 33 milioni di tonnellate l’anno, di cui due provenienti da riciclaggio e il resto da materiale primario. 

Come aumentare allora l’accettazione di materiali edili riciclati? «Occorre migliorare l’immagine dei prodotti riciclati, perché dal punto di vista della qualità i materiali da costruzione riciclati non sono inferiori. La produzione e il controllo della qualità sono soggetti alla stessa normativa rigorosa generalmente applicabile», fa notare Arlt. L’importante è che progettisti, ingegneri, architetti e costruttori siano convinti dell’idea di circolarità delle risorse e dell’impiego funzionale di materiali edili riciclati di alta qualità.

A tale riguardo, Laurent Audergon aggiunge: «Il settore dell’ingegneria e delle costruzioni è molto conservativo e ha spesso posto barriere. Gli architetti e gli ingegneri vanno formati e sensibilizzati al fatto che l’impiego sistematico di materiali riciclati è vantaggioso sia per i costruttori sia per l’ambiente e la società.

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Ultima modifica 17.03.2017

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