Le idee digitali rendono l’economia più sostenibile

© Gamaya

La digitalizzazione sta trasformando radicalmente l’economia. E a beneficiare di questo cambiamento possono essere proprio le risorse naturali. Misurazioni esatte e regole di consumo precise svolgono in tale contesto un ruolo centrale. A questa trasformazione digitale verso una maggiore efficienza partecipano anche imprese svizzere.

Di Von Yvonne von Hunnius, 17.01.2017

Il clima di euforia presente fra i pionieri del digitale è percepibile e contagioso. Gli effetti positivi non interessano soltanto le start-up ma anche le risorse naturali, che vengono gestite in modo più parsimonioso. Ruedi Noser, consigliere agli Stati e imprenditore nel settore informatico, ne è sicuro: «La trasformazione digitale è la nuova economia verde». I processi ottimizzati digitalmente, afferma Noser, rivoluzionano la gestione delle risorse. Ma come avviene questo cambiamento e in che modo sono coinvolte le imprese svizzere?

Prima tappa: misurare

Con l’aiuto della digitalizzazione si possono ora ottenere obiettivi a cui si aspirava da tempo. Infatti, più informazioni si riescono a ottenere e a valutare sulla composizione, il volume, le variazioni o l’emanazione di flussi di materiali o di energia, più la gestione della produzione diventa efficiente. Le soluzioni digitali consentono di ottenere questo risultato in modo sempre più veloce e dettagliato. Possono così essere sviluppati piani di ottimizzazione, i quali consentono di diminuire i costi di gestione, risparmiare risorse e ridurre le emissioni. Si tratta di obiettivi propri ad ogni azienda, ma che rivestono anche un interesse pubblico. Lo scienziato e consulente Maurice Jutz suddivide le prestazioni della digitalizzazione in due ambiti: «L’uso di sensori consente innanzitutto di raccogliere e trasmettere un numero sempre maggiore di informazioni e dati. I dati vengono poi elaborati allo scopo di sfruttarne il potenziale in termini di ottimizzazione e di favorire quindi una gestione più efficiente dei processi». Questi due aspetti sono al centro degli sforzi di numerose start-up che offrono soluzioni per ridurre il consumo di risorse naturali.

La Mainzer Verkehrsgesellschaft MVG, la società di trasporti pubblici di Magonza, già utilizza ElectricFeel per il suo sistema di Bike-Sharing.
© Electricfeel

Individuare il fabbisogno

Questo sviluppo non è scontato: si tratta di avere un’idea innovativa, di elaborarla a fondo e attuarla. «La digitalizzazione è una condizione necessaria, anche se non sufficiente, per ridurre l’uso delle risorse naturali», afferma Moritz Meenen, fondatore della start-up ElectricFeel. La sua idea sembra essere talmente ingegnosa e pratica che potrebbe diventare un bene di esportazione di successo. Lo spin-off del politecnico federale di Zurigo vuole rivoluzionare i mercati del bike e del car sharing. Secondo Meenen: «Nella città tedesca di Magonza e in quella spagnola di Barcellona, il sistema è stato introdotto con successo e la sua diffusione è prevista fra non molto in altre dieci città». ElectricFeel misura, quando e quante biciclette sono utilizzate e dove. Un algoritmo di autoapprendimento calcola come distribuire in modo ottimale le biciclette in città. Secondo Meenen, il 50 per cento dei costi di gestione annui è dovuto alla ridistribuzione delle biciclette. «Possiamo raddoppiare l’efficienza dei tragitti. Inoltre, aumentiamo di oltre il 10 per cento l’utilizzazione dei mezzi, dato che sono disponibili laddove occorrono». Il successo di ElectricFeel conferma la valutazione del consigliere agli Stati Ruedi Noser. Secondo lui, la Svizzera è all’avanguardia a livello internazionale per quanto riguarda le soluzioni di mobilità efficiente.

La digitalizzazione rende i rischi trasparenti

Anche nel settore dei servizi finanziari si riscontrano potenzialità che in Svizzera sono sfruttate da abili imprenditori. Carbon Delta, una start-up di tecnologia finanziaria con sede a Zurigo misura e analizza i rischi economici dei cambiamenti climatici per le 2500 maggiori imprese a livello mondiale. Come spiega nel corso dell’incontro il fondatore Oliver Marchand queste analisi devono aiutare i gestori di portafoglio a tenere conto dei cambiamenti climatici nell’ambito delle loro attività. «Abbiamo numerose richieste, anche dai maggiori servizi finanziari a livello mondiale che lavorano nel settore della gestione patrimoniale», afferma. Questo andamento è rafforzato anche dal fatto che Carbon Delta è nel frattempo entrata a far parte delle 10 maggiori imprese del settore della tecnologia finanziaria del 2016 e lo scorso novembre è stata insignita del titolo «Best Climate Venture» da Climate-KIC, l’iniziativa europea sull’innovazione. biente, deve avere il coraggio di percorrere nuove vie», afferma Noser.

A Barcelona Electricfeel contribuirà presto ad aumentare l’efficienza del sistema di E-Scooter-Sharing Cooltra.
© Electricfeel

Coniugare produttività ed efficienza

Le start-up digitali operano di solito con lo sguardo rivolto al mercato globale. E quelle che sono in grado di misurare ed elaborare dati globali hanno molte possibilità di diventare un centro internazionale nell’ambito del loro settore di competenza. È quanto si propongono per il settore dell’agricoltura i fondatori di Gamaya, una spin-off del politecnico federale di Losanna. L’impresa ha infatti sviluppato droni particolari dotati di telecamere iperspettrali con cui analizzano estese superfici agricole. Ciò consente di stabilire dove e quanto l’utilizzo di antiparassitari è eccessivo. Nella maggior parte dei casi l’impiego di tali prodotti può essere ridotto notevolmente.

Secondo Yosef Akhtman, «L’agricoltura industriale è produttiva, ma non sostenibile ed efficiente. Metodi di coltivazione alternativi sono più efficienti, ma in compenso non abbastanza produttivi. È nostra intenzione facilitare le sinergie fra i due metodi, affinché, tenuto conto del continuo aumento della popolazione mondiale, le future generazioni possano nutrirsi in modo ecologicamente più sostenibile». I droni della ditta Gamaya stanno già raccogliendo dati in Brasile, dove si trovano le superfici più estese, coltivate in particolare a soia. Altri continenti forniranno fra non molto record di dati a Losanna, consentendo così alla ricerca di progredire.

Il sistema in prospettiva

A prescindere dagli esempi pratici, la digitalizzazione consente di guardare a nuove e ben più ampie prospettive. Come afferma l’esperto Maurice Jutz, «Migliorando il rilevamento e l’elaborazione delle informazioni relative ai flussi di materiali e di energia, si armonizzano meglio i diversi elementi di un processo globale». Come spiega Jutz in un’altra intervista, si tratta di un vero e proprio invito a realizzare nuovi modelli di business. In tale contesto si può costruire avvalendosi dei punti di forza dell’economia svizzera. Da noi l’ottimizzazione dei processi di sistemi produttivi ha una lunga tradizione. Occorre inoltre avere fiuto per soluzioni innovative che si concentrano sugli aspetti essenziali. Secondo il consigliere agli Stati Ruedi Noser, la Svizzera non può che sfruttare da queste connessioni e lasciarsi contagiare dall’entusiasmo degli imprenditori a capo delle start-up digitali. «Chiunque ha a cuore l’ambiente, deve avere il coraggio di percorrere nuove vie», afferma Noser.

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Ultima modifica 24.07.2017

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